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LA  VIA  DELLE  CERAMICHE

MONTELUPO FIORENTINO

 



Un antico centro di produzione

Dal Medioevo al Rinascimento il borgo di Montelupo diventa famoso per le sue ceramiche La fondazione di Montelupo avvenne probabilmente alla fine dell'alto Medioevo con la costruzione di un castello.
La Repubblica fiorentina, conquistando questo territorio nel 1204, ricostruì, ampliandolo, l'antico insediamento militare. Sono questi gli anni del consistente ampliamento dell'abitato montelupino, dove viene sviluppata la lavorazione della ceramica smaltata che diverrà in poco tempo l'attività di gran lunga predominante.
In questa terra si è prodotto ceramica da che mondo è mondo, ma si dovrà aspettare la fine del 1300, il periodo della maiolica arcaica con i boccali dalla bellezza semplice e rustica, perché Montelupo inizi quel meraviglioso sviluppo che lo porterà, tra il 1490 e il 1540, a divenire uno dei luoghi più fecondi nell'ambito dell'Europa Mediterranea.
Intanto, dal punto di vista urbanistico, nel VIX secolo viene costruita una nuova cinta muraria, il cui circuito è ancora visibile, a proteggere l'abitato, che si era sviluppato ai piedi della collina, sulla cui sommità si trova ancora oggi la Prioria di San Lorenzo, eretta nel XIII secolo.
Fu poi la peste del 1348 ad assottigliare la popolazione, impedendone una crescita rilevante sino ai primi quarantacinque anni del Cinquecento: in tal modo molti degli spazì interni alle mura, complice anche l'incremento delle attività ceramiche, restarono spesso occupati dalle fornaci.
Con il XV secolo il lungo processo di trasformazione di Montelupo da castello a "terra murata" fiorentina può dirsi definitivamente concluso. Le vicende di Montelupo, non soltanto politico-istituzionali, si delineano in modo sempre maggiore con quelle di Firenze. Montelupo è infatti in quei tempi una specie di sobborgo produttivo della città di Firenze, e i vasai molto spesso lavorano nelle città, talvolta alle dirette dipendenze di importanti committenti, come ricchi cenobi, ospedali, famiglie nobiliari, o anche alla stessa corte medicea.
Montelupo si inserisce pienamente nello splendido periodo della Firenze rinascimentale, tanto che la sua storia della ceramica rappresenta una importante pagina della storia del capoluogo toscano. Del secolo scorso notevoli sono le quantità di pentolame da cucina, catini per il bucato, scaldini e orci realizzati interamente in terracotta. Ed è grazie ai nomi di alcune famiglie locali che riescono a tenere le redini della lavorazione ceramica, a mantenere inalterato nel tempo il peso economico di Montelupo.


Dalle botteghe artigianali escono i vasi destinati alla farmacia di Santa Maria Novella e i famosi arlecchini

Con l'età moderna, si assiste ad una trasformazione del paese con la costruzione della villa medicea dell'Ambrogiana (1589-1591) e con lo spostamento della pieve, da quella che è oggi la Prioria di San Lorenzo, nell'area del castello, all'attuale edificio, la Pieve di San Giovanni Evangelista nel 1785, operazione favorita dalla politica ecclesiastica di Pietro Leopoldo, per incontrare novitˆ sostanziali nel tessuto urbano di Montelupo e nel suo territorio.
Il 1600 è caratterizzato dalla diversa produzione ceramica: ci sono le splendide produzioni colte per le commesse fiorentine, come i vasi per Santa Maria Novella o i pavimenti per Maria de' Medici e le produzioni popolari alla ricerca di una committenza sempre più bassa, ma certo presente e in grado di dare sbocco allÕattività dei vasai. E' questo anche il periodo degli arlecchini: i maestri ceramisti fanno di una ricetta estetica colta, gli istoriati, un genere popolare, fresco e genuino.
Con il XVII secolo inziai la crisi di Montelupo che si manifesta nella interruzione della produzione della maiolica. Tuttavia il mestiere di ceramista e il rapporto con la lavorazione della terra non viene mai abbandonato.
Del secolo scorso notevoli sono le quantità di pentolame da cucina, catini per il bucato, scaldini e orci realizzati interamente in terracotta. Ed è grazie ai nomi di alcune famiglie locali che riescono a tenere le redini della lavorazione ceramica, a mantenere inalterato nel tempo il peso economico di Montelupo.


(da comune.montelupo-fiorentino.fi.it)

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