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Il territorio della Toscana
è 22.992 kmq (quinta regione italiana per
estensione), prevalentemente collinare (66,5 %),
le montagne (25,1 %) predominano lungo la dorsale
appenninica, le pianure coprono appena 1.930 kmq
(8,4 %), suddiviso in 10 province e 278 comuni.
La popolazione della regione ammonta a circa
3.536.392 unità
(anno
2000), con una densità (163 ab. Kmq) maggiore
nella zone di Firenze e Prato e nel Valdarno
Inferiore.
Riparata dai venti freddi settentrionali
dalla barriera appenninica, quasi tutta la
Toscana, ha un clima generalmente mite, privo di
rigori invernali e di calure estive.

Il Clima
Il
clima della Toscana è generalmente mite, in
particolare sulle zone costiere, ma tende ad
assumere carattere continentale man mano che ci si
addentra nell’interno, a causa dei rilievi
appenninici.
Sulla costa si hanno estati fresche ed inverni
miti, mentre nelle vallate dell’interno si hanno
periodi estivi molto caldi e stagioni invernali
piuttosto rigide.
Nelle zone montuose si hanno escursioni termiche
più marcate.
Le precipitazioni, che presentano massimi in
autunno e minimi assoluti in estate, vanno
aumentando dalla fascia costiera (600 mm) verso i
rilievi appenninici (2000 mm).
Le Montagne
La Toscana è costituita in prevalenza da terreni
montuosi e collinari. A settentrione e ad oriente
l’Appennino Tosco-Emiliano segna un confine netto
con l’Italia continentale e con le Marche, mentre
il confine assume aspetti più sfumati nei
confronti dell’Umbria e del Lazio, dalle quali non
la dividono elementi morfologici precisi, ma
l’hanno separata nel tempo soltanto ragioni
storiche e politiche.
Dall’asse principale della catena appenninica, che
in territorio toscano raggiunge quote che sfiorano
i duemila metri di altitudine (Corno alle Scale
m. 1945, Monte Falterona m. 1654,
Pratomagno m. 1591) si dipartono in direzione
quasi parallela numerosi contrafforti che solcano
la montagna con ampie vallate: la valle del fiume
Magra, che prende il nome di Lunigiana dall’antica
città di Luni; la valle del Serchio, chiamata
Garfagnana, che si apre fra la dorsale appenninica
e le Alpi Apuane, una catena di origine e di
aspetto del tutto singolari; la valle del fiume
Sieve, conosciuta col nome di Mugello; il
Casentino, che è la valle del primissimo corso
dell’Arno.
Esistono numerosi valichi che consentono
l’attraversamento dell’Appennino, facilitando i
collegamenti con l’Emilia-Romagna e le Marche. Il
più alto è quello dell’Abetone (m. 1388).
Vanno rammentati poi, fra i più importanti: il
passo della Cisa, che consente il collegamento
tra le province di La Spezia e Massa Carrara con
Parma; il passo della Porrettana (m. 932),
che collega Pistoia a Bologna; il passo della
Futa (m. 903), che unisce Firenze a Bologna;
il passo dei Mandrioli, che collega il
Casentino con la Romagna.
I versanti montani della Toscana sono ricoperti di
rigogliosi boschi e di pascoli verdeggianti. Non
mancano però i pendii brulli ed aridi, dove il
terreno argilloso ha subito erosioni e frane,
formando i caratteristici “calanchi” dalle forme
spettacolari.
I boschi ricoprono la Toscana per quasi un terzo
della sua superficie. Basta rammentare per tutti
le foreste casentinesi e quelle dell’Abetone e
delle Alpi Apuane. Sono costituite per la massima
parte da querce e castagni e, sulle cime più alte,
da faggi e da abeti.
Le
Colline
La parte centrale e meridionale della regione è in
gran parte collinare e sono i “poggi” a
determinare il carattere predominante del
paesaggio toscano.
Gran parte della zona collinare è compresa attorno
al cosiddetto Preappennino o Antiappennino, ove,
qualora si escludano alcuni gruppi isolati di
notevole altitudine (Monte Amiata m.1738; Colline
Metallifere m.1060; Monti del Chianti con la cima
del M.S.Michele che raggiunge i m.893) la restante
parte è costituita da cime di scarso rilievo: si
tratta di colline disposte in maniera alquanto
irregolare che danno al terreno un gradevole
aspetto ondulato in una fascia che va
dall’Appennino vero e proprio alle pianure della
costa.
Le
Pianure e la Costa
Le pianure sono scarse e poco estese: le più
importanti percorrono la fascia costiera (Versilia
e Maremma), il percorso dell’Arno (Valdarno
Superiore e Inferiore), del Tevere (Valtiberina) e
della Chiana (Val di Chiana).
Le pianure della costa non raggiungono mai grandi
dimensioni, poiché vengono interrotte da
promontori rocciosi. La Versilia, che presenta una
spiaggia bassa e sabbiosa turisticamente molto
rinomata, si allunga per circa cinquanta Km.,
dalla foce del Magra fino alla foce dell’Arno, ma
si estende poco in profondità, trovandosi chiusa
alle spalle dalle Alpi Apuane (Monte Pisanino m.1936
s.l.m.).
La Maremma, un tempo terra paludosa, oggi
completamente bonificata, si sviluppa dal
promontorio di Piombino e prosegue verso sud fino
al territorio laziale. I promontori più
caratteristici sono quelli di Piombino, di fronte
all’isola d’Elba, e del Monte Argentario, posto
dirimpetto a quella del Giglio: il primo è già
saldamente legato alla terraferma toscana da
un’ampia fascia pianeggiante, il secondo, invece,
presenta fra il Monte Argentario e la terraferma
toscana una vasta laguna racchiusa fra due lidi
sabbiosi di formazione relativamente recente.
I promontori in passato non erano che le sommità
emerse di una vasta regione montuosa, ora sommersa
dalle acque del Tirreno e ad alle quali si
addossarono progressivamente i copiosi sedimenti
dei fiumi, ricollegandoli alla costa.
In epoca preistorica anche questi promontori erano
isole dell’Arcipelago Toscano, che tuttora si
trova al largo della costa e di cui fanno parte in
un’area molto ampia l’Elba, Capraia, Montecristo,
il Giglio, Pianosa, Giannutri e Gorgona. Come i
promontori, anche queste isole hanno natura
montuosa (il Monte Capanne dell’isola d’Elba
raggiunge i 1019 m.)
La vegetazione delle zone costiere consiste
principalmente nella macchia mediterranea,
costituita da alberi, quali lecci, pini marittimi
e italici, e da piante cespugliose.
Le pianure interne sono invece costituite da
bacini fluviali formatisi nel corso dei millenni
dai principali corsi d’acqua della regione. Alcun
di queste erano in tempi preistorici dei laghi e
in epoche più recenti degli acquitrini paludosi;
attualmente sono state trasformate in aree fertili
e ricche di attività. Di questa natura è la valle
dell’Arno, distinta in Superiore ed Inferiore. Di
notevole rilevanza è anche la Valdichiana, che
dalla piana di Arezzo si apre fino al Lago
Trasimeno ai confini con l’Umbria.
I Fiumi
La natura montuosa della Toscana la rende ricca di
corsi d’acqua, che tuttavia, a causa della natura
frammentata del territorio, non raggiungono mai
grosse dimensioni sia in lunghezza, sia in
portata.
Fa in parte eccezione l’Arno, il maggior fiume
toscano, anche perché in esso convogliano gran
parte degli altri corsi d’acqua.
L’Arno (241 km e 8247 km2 di bacino
imbrifero), scende dal Monte Falterona (1654 m),
scorrendo attraverso il Casentino verso sud-est,
quasi parallelamente all’altro grande fiume
dell’Italia Centrale, il Tevere, toscano solo alle
origini per breve tratto, ma giunto nella piana di
Arezzo gli volta le spalle e, mutando direzione,
con un ampio arco intorno al Pratomagno ripiega su
se stesso, dirigendosi verso Nord-ovest; percorre
poi il Valdarno Superiore per piegare verso ovest
e verso il mare, conservando poi questa direzione
fino alla foce nei pressi di Pisa.
Altro fiume di un certo rilievo è l’Ombrone
(161 Km. di lunghezza), che nasce dai Monti del
Chianti e sfocia nei pressi di Grosseto, dopo aver
ricevuto le acque di vari affluenti, fra cui
meritano di essere ricordati l’Arbia, il
Merse e l’Orcia. Altri fiumi da
rammentare sono: la Magra (62 km), che
scende dalla Lunigiana e sfocia nella piana ove
sorgeva un tempo l’antica città di Luni, nei
pressi di Sarzana in territorio ligure; il
Serchio (89 km), che percorre la Garfagnana,
poi ripiega verso il mare, dove sbocca a nord
della foce dell’Arno, senza confluirvi; vi
affluiscono invece, scendendo dall’Appennino: il
Sieve e il Bisenzio, mentre l’Ema,
il Pesa, l’Elsa e l’Era, sono tutti affluenti
provenienti da sud; il Cecina, che ha la
sua sorgente nelle Colline Metallifere; infine, l’Albegna
e il Flora, che hanno origine dal gruppo
del ‘Monte Amiata e sfociano nel Tirreno nei
pressi dell’Argentario.
I Laghi
In Toscana i laghi di una certa importanza sono
pochissimi.
Il lago Trasimeno solo per una piccola parte
lambisce il territorio toscano.
Interessanti dal punto di vita turistico sono la
laguna di Orbetello in provincia di
Grosseto, e il lago di Massacciuccoli,
famoso soprattutto per la fama che gli ha
apportato il musicista Giacomo Puccini.
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