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IL PAESAGGIO - LE PIANURE E LE COSTE


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Le pianure sono scarse e poco estese: le più importanti percorrono
la fascia costiera (Versilia e Maremma), il percorso dell’Arno (Valdarno
Superiore e Inferiore), del Tevere (Valtiberina) e della Chiana (Val
di Chiana).
Le pianure della costa non raggiungono mai grandi dimensioni, poiché
vengono interrotte da promontori rocciosi. La Versilia, che presenta
una spiaggia bassa e sabbiosa turisticamente molto rinomata, si
allunga per circa cinquanta Km., dalla foce del Magra fino alla foce
dell’Arno, ma si estende poco in profondità, trovandosi chiusa alle
spalle dalle Alpi Apuane (Monte Pisanino m.1936 s.l.m.).
La Maremma,
un tempo terra paludosa, oggi completamente bonificata, si sviluppa
dal promontorio di Piombino e prosegue verso sud fino al territorio
laziale. I promontori più caratteristici sono quelli di Piombino, di
fronte all’isola d’Elba, e del Monte Argentario, posto dirimpetto a
quella del Giglio: il primo è già saldamente legato alla terraferma
toscana da un’ampia fascia pianeggiante, il secondo, invece,
presenta fra il Monte Argentario e la terraferma toscana una vasta
laguna racchiusa fra due lidi sabbiosi di formazione relativamente
recente.
I promontori in passato non erano che le sommità emerse di
una vasta regione montuosa, ora sommersa dalle acque del Tirreno e
ad alle quali si addossarono progressivamente i copiosi sedimenti
dei fiumi, ricollegandoli alla costa. |
In epoca preistorica anche
questi promontori erano isole dell’Arcipelago Toscano, che tuttora
si trova al largo della costa e di cui fanno parte in un’area molto
ampia l’Elba, Capraia, Montecristo, il Giglio, Pianosa, Giannutri e
Gorgona. Come i promontori, anche queste isole hanno natura montuosa
(il Monte Capanne dell’isola d’Elba raggiunge i 1019 m.)
La vegetazione delle zone costiere consiste principalmente nella
macchia mediterranea, costituita da alberi, quali lecci, pini
marittimi e italici, e da piante cespugliose.
Le pianure interne sono invece costituite da bacini fluviali
formatisi nel corso dei millenni dai principali corsi d’acqua della
regione. Alcun di queste erano in tempi preistorici dei laghi e in
epoche più recenti degli acquitrini paludosi; attualmente sono state
trasformate in aree fertili e ricche di attività. Di questa natura è
la valle dell’Arno, distinta in Superiore ed Inferiore. Di notevole
rilevanza è anche la Valdichiana, che dalla piana di Arezzo si apre
fino al Lago Trasimeno ai confini con l’Umbria.
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