

foto 1, 2: fiume Arno

foto 3: fiume Ombrone

foto 4: fiume Serchio |
La natura montuosa della Toscana la rende ricca di corsi d’acqua,
che tuttavia, a causa della natura frammentata del territorio, non
raggiungono mai grosse dimensioni sia in lunghezza, sia in portata.
Fa in parte eccezione l’Arno, il maggior fiume toscano, anche perché
in esso convogliano gran parte degli altri corsi d’acqua.
L’Arno
(241 km e 8247 km2 di bacino imbrifero), scende dal Monte Falterona
(1654 m), scorrendo attraverso il Casentino verso sud-est, quasi
parallelamente all’altro grande fiume dell’Italia Centrale, il
Tevere, toscano solo alle origini per breve tratto, ma giunto nella
piana di Arezzo gli volta le spalle e, mutando direzione, con un
ampio arco intorno al Pratomagno ripiega su se stesso, dirigendosi
verso Nord-ovest; percorre poi il Valdarno Superiore per piegare
verso ovest e verso il mare, conservando poi questa direzione fino
alla foce nei pressi di Pisa.
Altro fiume di un certo rilievo è l’Ombrone (161 Km. di lunghezza),
che nasce dai Monti del Chianti e sfocia nei pressi di Grosseto,
dopo aver ricevuto le acque di vari affluenti, fra cui meritano di
essere ricordati l’Arbia, il Merse e l’Orcia. Altri fiumi da
rammentare sono: la Magra (62 km), che scende dalla Lunigiana e
sfocia nella piana ove sorgeva un tempo l’antica città di Luni, nei
pressi di Sarzana in territorio ligure; il Serchio (89 km), che
percorre la Garfagnana, poi ripiega verso il mare, dove sbocca a
nord della foce dell’Arno, senza confluirvi; vi affluiscono invece,
scendendo dall’Appennino: il Sieve e il Bisenzio, mentre l’Ema, il
Pesa, l’Elsa e l’Era, sono tutti affluenti provenienti da sud; il
Cecina, che ha la sua sorgente nelle Colline Metallifere; infine, l’Albegna
e il Flora, che hanno origine dal gruppo del ‘Monte Amiata e
sfociano nel Tirreno nei pressi dell’Argentario.
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